Archivi categoria: Ricognizioni in biblioteca

Rileggere de Bonald

Ci sono libri che dopo due secoli dalla loro pubblicazione non solo non risentono dell’usura del tempo, ma addirittura divengono più che mai attuali. È il caso di questo volume del pensatore francese Louis de Bonald, Le leggi naturali dell’ordine sociale (pag. 210, euro 17,90), meritoriamente pubblicato per la prima volta in Italia dall’editore D’Ettoris.

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Il contagio della paura

Instant Book è un termine usato nell’editoria per descrivere un libro che è stato prodotto e pubblicato molto rapidamente per soddisfare la domanda del mercato. La presente pubblicazione dell’editrice Radio Spada (Autori vari, Coronavirus. Il contagio della paura, i corpi e le anime, pagine 90, euro 7,50) risponde invece ad altre esigenze: quella innanzitutto di fare un po’ di chiarezza sull’epidemia di Covid-19 e sul processo di cambiamento rivoluzionario che col pretesto dell’emergenza è stato innescato. Un processo destinato a sconvolgere l’economia, la vita personale e pubblica di milioni di persone, e persino la religiosità. Non per niente il libretto contiene una raccolta di preghiere, molto più efficaci nei confronti della malattia di molti farmaci.

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Come il latino (e gli antichi classici) ci salvano la vita. Incontro con Silvia Stucchi

Il latino non è affatto una lingua morta. Basti pensare che la parola più pronunciata in questo 2020 è “virus”che in latino significa “veleno”. Un raro esempio di termine neutro con la desinenza “us”. Ma altri termini della lingua di Cicerone sono comunemente utilizzati, come “media”, plurale di medium, mezzo. E potremmo continuare ancora. Ma la più completa e accurata disamina dell’importanza di questo antico idioma, incubo per molte generazioni di studenti liceali, è quella che ha fatto Silvia Stucchi nel suo recente libro Come il latino ci salva la vita (Edizioni Ares 2020, pagine 312 euro 15) dove spiega perché dobbiamo essere grati alla lingua di Virgilio e Tacito, e perché essa non è uno scoglio, ma un’ancora di salvezza che insegna a vivere meglio.

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Rileggere “il Mondo Nuovo” per capire dove viviamo

Il Mondo Nuovo è sicuramente, dopo 1984 di Orwell, il più celebre romanzo distopico. Il suo autore, Aldous Huxley, apparteneva ad una famiglia importante dell’Inghilterra di inizio ‘900, che annoverava personaggi di rilievo nel mondo accademico e scientifico. Nel 1932, quando l’Europa e il mondo avevano visto l’affermarsi della rivoluzione comunista in Russia e si accingevano ad assistere alla crescita delle dittature in occidente, diede alle stampe un romanzo in cui immagina un mondo dominato da un totalitarismo soft, caratterizzato da un pensiero unico, così come un governo unico mondiale, che controlla strettamente ogni individuo.

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Le tabelline di Dio

La pubblicistica religiosa, come ben sa chi frequenta le librerie, è decisamente ampia. La maggior parte dei titoli che troviamo sugli scaffali riguardano l’attuale pontefice oppure sono opere dei teologi più in voga, soprattutto da un punto di vista mediatico. Troviamo però ancora dei buoni classici della Spiritualità, dei Padri della Chiesa, testi del monachesimo, ma anche qualche novità interessante.

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Daniel Defoe – Diario dell’anno della peste

Non sono poche le descrizioni della peste nella letteratura: quella solenne di Tucidide, quella severa di Lucrezia, quella pensosa di Boccaccio, quella commossa e misurata di Manzoni. Ma questo Diario dell’anno della peste (Elliot editore, 2014 pag 182 euro 17,50), una terribile epidemia avvenuta nel 1665, si impone per la forza della scrittura, realistica e visionaria insieme, e per la drammaticità sobria e vivida. Ne fu autore, nel 1722, Daniel Defoe, lo scrittore inglese, autore del celebre romanzo d’avventura “Robinson Crusoe”.  

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Madri spirituali dell’antica Irlanda

Il Cristianesimo irlandese dei primi secoli rappresenta una delle più straordinarie esperienze della storia della cristianità. Molto si è detto e scritto delle grandi figure di questa Chiesa, da San Patrizio, l’Apostolo dell’Irlanda, a San Brendano, a San Colombano, fino a San Malachia. Ancora si doveva leggere delle figure femminili dell’antica Irlanda, e Madri spirituali dell’antica Irlanda, il libro curato da Alberto Maria Osenga per Monasterium giunge a colmare questa lacuna offrendo le biografie di quattro figure di sante, tra cui Brigid, la Patrona d’Irlanda.

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Gli ultimi giorni del mondo

Gli Ultimi giorni del mondo (Marcovalerio Editore, pagine, 152 euro 12) scritto dal giornalista e scrittore piemontese Patrizio Righero, è un Drabble. Ma cos’è un Drabble, si chiederanno i nostri lettori? Non è semplicemente un tipo di racconto. È prima di tutto un’arte. L’arte di raccontare una storia in 100 parole. Si può raccontare una storia in 100 parole, ovvero poco meno della pagina di un libro? La risposta è inequivocabilmente sì, e questa certezza viene dal fatto che ciò è stato possibile. Abbiamo esempi di drabble nella letteratura mondiale, pochissimi in italiano, e quindi il libro di Patrizio Righero è assolutamente il benvenuto già solo per questo motivo.

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“L’ultima battaglia”, il nuovo romanzo di Aldo Maria Valli

La letteratura distopica è tra le più affascinanti forme di narrativa. Una letteratura che fa riflettere, da 1984 di Orwell a Fahreneit 451 di Bradbury passando da Il mondo nuovo di Huxley e Il padrone del mondo di R.H. Benson. Queste distopie del ‘900 sembrano in parte essersi avverate nel nostro tempo. La nostra epoca sembra vedere nascere un mito speculare a quello dell’onnipotenza dell’uomo artefice della storia, quello della sua impotenza di fronte alla complessità del mondo. Una sorte di sindrome bipolare, per cui si passa da un’esaltazione della scienza e della tecnica a una sorta di depressione collettiva, una rassegnazione di fronte a quella che il sociologo Zygmunt Bauman ha descritto come Società liquida. Una società che sembra essere caratterizzata da un profondo disprezzo per la religione.

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Una certa idea di società cristiana. Thomas S. Eliot

Nel Settembre di 80 anni fa iniziava la Seconda Guerra Mondiale, un evento catastrofico che portò a enormi sofferenze, a milioni di morti, e a un cambiamento epocale delle nostre società. In Inghilterra, un poeta, un filosofo, un pensatore appartato e solitario – benché stimato e apprezzato nel mondo letterario – mise mano, come risposta, agli appunti di tre conferenze che aveva tenuto nei mesi precedenti all’Università di Cambridge. 

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