Lecchese di Acquate, 56 anni, Paolo Gulisano è medico, scrittore e grande appassionato di sport, di Irlanda e di Celtic. Definirlo un personaggio eclettico è quasi riduttivo perché, alla sua attività lavorativa all’azienda sanitaria di Lecco, abbina la passione per la scrittura e il lavoro di medico sociale per il Basket Lecco.
Lo abbiamo incontrato all’indomani dell’Old Firm, il derby di Glasgow che ieri ha opposto il suo Celtic ai Rangers. Una partita che Gulisano ha seguito con alcuni amici biancoverdi allo Shamrock Pub di Lecco.
Paolo, dove nasce la passione per il Celtic?
“Nasce quando ero ancora bambino. Ero rimasto colpito sia da queste bellissime maglie a strisce orizzontali biancoverdi ed ero rimasto molto colpito da un grande campione

Forse non è tra i personaggi Disney che nel corso degli anni, anzi dei decenni sono stati più amati dal pubblico, come il virtuoso Topolino o il simpaticissimo Paperino, ma Paperon de Paperoni, il papero più ricco del mondo, ha indubbiamente il suo fascino e possiede uno zoccolo duro di ammiratori entusiasti. Così Milano gli ha voluto dedicare una mostra, che resterà aperta fino a settembre, allo Spazio WOW – Museo del fumetto, Viale Campania 12, dove si potranno ammirare diverse opere – tra cui parecchie tavole originali – che illustrano la vita e le opere del papero uscito nel 1947 dalla fantasia della Walt Disney, e in particolare dal grande artista Carl Barks, che di Paperone fu il creatore, con il nome originale di Scrooge Mc Duck.
Zio Paperone e i segreti del deposito”
Sabato 11 luglio, ore 17:00 – Ingresso libero
Le elezioni generali britanniche svoltesi ieri non sono di quelle che passano alla storia, come quelle che a suo tempo videro l’irresistibile ascesa di Margaret Tatcher o di Tony Blair: l’esito delle urne vede anzitutto una vittoria dei Conservatori, che tuttavia non raggiungono la maggioranza assoluta, e per governare avranno ancora bisogno dei voti dei Liberal Democratici di Clegg che tuttavia hanno subito una pesantissima emorragia di consensi, un vero e proprio travaso di voti che è andato a vantaggio degli stessi Conservatori. La maggioranza che ha governato negli scorsi anni c’è ancora, e Cameron può proseguire il suo lavoro. Stabilità e continuità, dunque, ma solo in apparenza. Dal voto di ieri emerge un quadro politico in fermentazione, e che nei prossimi anni potrebbe vedere sviluppi molto interessanti. Si è detto dei Lib Dem, un partito da sempre moderatamente progressista, i cui elettori evidentemente si sono radicalizzati, rivolgendosi verso Cameron i più moderati e verso i Laburisti i più socialmente sensibili.
Il gesuita delle Highlands appartiene alla schiera di martiri del tremendo periodo di persecuzioni anti-cattoliche del XVI e XVII secolo in Inghilterra, la Scozia e l’Irlanda
Il referendum con cui il popolo scozzese ha scelto di rimanere nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord è stato un episodio di valore politico e culturale estremamente importante, Vale la pena soffermarsi su qualche riflessione, a beneficio del lettore italiano che negli ultimi giorni ha ricevuto una serie di informazioni molto spesso approssimative dal punto di vista storico. Per molti italiani, inoltre, la Scozia è ancora un paese esotico ed eccentrico dove gli uomini portano una gonna chiamata kilt e trangugiano whisky.
È giunto il giorno fatidico, lungamente atteso da oltre trecento anni. Oggi il popolo della Scozia è chiamato a scegliere se continuare a restare parte del Regno Unito o tornare ad essere una nazione, come era stata per quasi un millennio, fino al 1707, l’anno in cui un parlamento scozzese corrotto e venduto agli inglesi votò l’Atto di Unione, la legge con la quale la Scozia cessava di essere una nazione libera ed indipendente. A partire dal 1 marzo di quell’anno, definito dai patrioti scozzesi annus horribilis, l’intera isola britannica ricadde sotto un unico governo, quello di Londra. Fu il momento più oscuro della storia della nazione, in cui essa stessa, per volontà della maggioranza dei propri rappresentanti politici e dell’aristocrazia, rinunciava alla propria libertà consegnandola agli inglesi in cambio di vantaggi economici – peraltro riservati ad una ristretta oligarchia.
Bustofolk tra cultura e divertimento