Recensione di Là dove non c’è tenebra su Libero

Recensione di Là dove non c’è tenebra su Libero


Cicerone scriveva che l’amicizia è superiore a tutte le cose perché dona speranza e non fa piegare l’uomo dinnanzi al destino. Quando due persone scoprono di avere in comune un’idea, un interesse o anche soltanto un gusto, che gli altri non condividono e che, fino a quel momento, ciascuno di loro considerava un suo esclusivo tesoro (o fardello), può nascere con sorpresa un’amicizia. Vedere quello che altri non vedono, ecco la straordinaria condivisione che può unire due persone nell’amicizia. Cosa succede quando questo tipo di relazione nasce tra gli scrittori? Gli effetti sono spesso mirabolanti. A volte delle carriere letterarie sono nate in virtù di un’amicizia. Autori si sono influenzati reciprocamente, altri si sono aiutati, spesso hanno condiviso i propri destini, in alcuni casi anche tragici. Questo libro va alla scoperta di questo straordinario sentimento tra alcuni dei più celebri scrittori di tutti i tempi, da Melville a Manzoni, da Dumas a Tolkien, da Leopardi a Chesterton.
Paolo Gulisano
Là dove non c’è tenebra
Storie di amicizia tra scrittori
Edizioni Ares
14,00 €
CODICE: ART800
ISBN: 9788881558780
ANNO: 2019
PAGINE: 208

Cinquant’anni fa l’uomo sbarcò sulla luna. Quel senso di avventura che oggi non c’è più
Notte del 20 luglio 1969. Milioni di persone rimasero sveglie per assistere in diretta televisiva a un avvenimento di portata storica: lo sbarco dell’uomo sulla Luna. Già questo fatto era qualcosa di straordinario: mai infatti nella storia era stato possibile essere testimoni diretti di un fatto. Come se la Battaglia di Waterloo o lo Sbarco in Normandia fossero stati ripresi in diretta dalle telecamere.
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Bentornato in Scozia. Così mi sono detto una volta arrivato a Edimburgo. Un viaggio di ritorno, in una terra dove mi recai per la prima volta nel 1982, quando ero un giovane di ventitré anni che da tempo sognava questa terra. Caledonia dreaming era il mio canto. Vi andai dopo essermi riempito la testa e il cuore dei romanzi di Scott e Stevenson, di Bruce Marshall e della storia tragica di Maria Stuarda e dell’avventura eroica del Bonnie Price Charlie che tentò di riconquistare nel 1745, in un’impresa disperata e romantica, il trono che era stato dei suoi avi. Vi andai con nelle orecchie le melodie dell’arpa delle Ebridi e il suono marziale di “Pipes and drums”, cornamuse e tamburi. Le marce che hanno sempre accompagnato le avventure degli Highlanders.
Continua a leggereIn modo godibile, grazie ad una scrittura scorrevole e brillante, che poi è la sua cifra, Gulisano rievoca la storia di san Malachia, ricca di eventi e di misteri.

“Durante l’ultima persecuzione di Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano che pascera’ il gregge in mezzo a molte tribolazioni”. Così tragicamente si concludono le profezie sui papi universalmente note come le profezie di Malachia, poiché attribuite al santo irlandese.
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Jules Verne: un nome che generazioni di lettori hanno imparato a conoscere attraverso i suoi capolavori immortali: Viaggio al centro della terra, Il giro del mondo in ottanta giorni, Michele Strogoff, Ventimila leghe sotto i mari e tanti altri. Verne pubblicò nel corso della sua vita un centinaio di romanzi. Era nato l’8 febbraio 1828, e si spense il 24 marzo 1905. Aveva attraversato tutto il XIX secolo, aveva accompagnato la trasformazione del mondo attraverso le invenzioni di macchine che lui stesso, con la sua fantasia, aveva anticipato. Aveva sognato razzi che portano l’uomo dalla Terra alla Luna, aveva immaginato sommergibili come il Nautilus, aveva precorso i tempi.
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Nell’estate del 1949 il mondo della cultura britannica viene sorpreso dall’uscita di un romanzo il cui titolo è semplicemente una data: 1984. Il romanzo uscito esattamente settant’anni fa ci mostra uno scenario di mondo futuro dominato da un totalitarismo cupo e terribile, che muta il linguaggio e che porta al pensiero unico. La somiglianza tra quanto descritto da Orwell e quanto accade oggi è impressionante.
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29 giugno 1929: 90 anni fa si concludeva la tragica e gloriosa epopea dei Cristeros: i cattolici messicani che difesero con le loro vite la libertà della Chiesa. Una storia poco nota. D’altra parte, si sa, la storia viene scritta dai vincitori.
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Carlo Fruttero & Franco Lucentini, A che punto è la notte. Mondadori (Prima pubblicazione 1979)
Fruttero & Lucentini sono stati una coppia di scrittori dotati di notevole intelligenza, di arguzia, e di un pungente senso dell’umorismo. Non ostentarono mai boria intellettuale, a differenza di qualche altro personaggio della scena editoriale. Scelsero come proprio terreno letterario da coltivare non la narrativa mainstream, dove i guru negli anni Settanta e Ottanta erano personaggi come Moravia o Eco, ma una narrativa di genere, il Giallo o racconto poliziesco, che non è mai stata particolarmente apprezzata dalla critica, nonostante che autori come Conan Doyle, Agatha Christie o Georges Simenon l’avessero portata a livelli di assoluta eccellenza stilistica. Inoltre, non disdegnarono di dirigere per Mondadori la collana di fantascienza Urania.
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La storia di questo santo dal nome così simpaticamente particolare è davvero affascinante. Pur essendo una figura di sedici secoli fa, è estremamente significativa di quello che è la vera vita cristiana: una chiamata alla santità, una chiamata a cui è possibile rispondere in ogni circostanza dell’esistenza e in ogni stato di vita.
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