Nel periodo in cui frequentavo il seminario, il nostro Provinciale, Padre Victor, scrisse una lettera a Roma nella quale annunciava che la nostra missione in Portorico stava fiorendo e che la nostra Provincia era pronta ad assumersi una seconda missione e di volere la piu’ difficile missione del mondo. La risposta arrivo’ alla velocita’ di un fulmine: ci venne comunicato che avremmo dovuto aprire una missione nelle Terre Alte di Papua Nuova Guinea. Il Padre Guardiano, Fermin Schmidt, del Collegio dei Cappuccini di Washington, divenne il primo vescovo ed alcuni frati lo raggiunsero fra cui tre dei miei compagni di classe. Quando i nostri frati arrivarono in aereo, atterrando nel mezzo di un campo, vennero immediatamente circondati dalla curiosita’ degli indigeni – che non avevano mai visto un europeo o un aeroplano. La prima domanda rivolta loro fu se l’aeroplano era maschio o femmina. Nel caso fosse femmina se era possibile avere un uovo.
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Magdi Apostata Allam
Se Papa Francesco ha aperto il suo pontificato con un cordiale e amorevole “buonasera”, Magdi Allam, giornalista e politico assurto negli ultimi anni ad una certa notorietà grazie a virulenti passaggi televisivi e ad uno show battesimale in una vigilia pasquale in san Pietro, ha chiuso la sua breve parentesi cristiana con uno sgarbato sbattere la porta. Non ha detto nemmeno “arrivederci”, e tanto meno grazie.
PILLOLE DI PAPA
Piccola antologia del pensiero di Jorge Mario Bergoglio
ABORTO
L’aborto non è mai una soluzione. Dobbiamo ascoltare, accompagnare e comprendere per salvare entrambe le vite: rispettare l’essere umano più piccolo e indifeso, adottare misure che possano preservare la sua vita, permettere la sua nascita e poi essere creativi nella ricerca di vie che lo portino al suo pieno sviluppo (16 settembre 2012).
DA UN PAESE LONTANISSIMO
L’elezione di Papa Francesco è un avvenimento di una portata storica ancora non del tutto comprensibile. La sorpresa, nella straordinaria sera di Roma, è stata grande, ma sorprese ancora maggiori verranno nel corso di un pontificato che sarà tutto fuorché “di transizione”, nonostante l’età avanzata del papa. Sono molte le considerazioni che si possono cominciare a fare, anche solo come spunti per un ulteriore approfondimento. Innanzitutto, il nome: Francesco, come il Poverello d’Assisi, colui al quale Cristo chiese di riparare la sua Chiesa. Questo è il primo compito del nuovo vescovo di Roma e Vicario di Cristo ( che tale è proprio in quanto guida della Chiesa di Roma, nessuna “diminutio” nel suo sottolineare il suo ruolo di vescovo dell’Urbe), chiamato – come il suo predecessore Giovanni Paolo II- da un paese lontano, anzi, lontanissimo, “quasi alla fine del mondo”.
Papa Francisco
“Vi annuncio una grande gioia: abbiamo il Papa!” questo il significato delle solenni parole latine che annunciano un nuovo pontefice. Ed ecco Papa Francesco, il nome del Poverello di Assisi, il nome del gesuita Francesco Saverio, il patrono delle missioni. Che Dio aiuti Papa Francesco, a riformare e a rinvigorire la missione, sulle orme di Cristo, “miserando atque eligendo”.
Credo che il Signore com’è nel suo stile voglia insegnarci con l’umiltà e la mansuetudine .. in fondo è la logica del crocifisso e del presepe che vincono ogni ‘strategia umana’
Non praevalebunt
« Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. Ed io ti dico: Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli. » (Matteo 16,17-19)
Torniamo a parlare della Chiesa, in questo giorno fatidico in cui ha inizio la Sede Vacante. Parliamone a partire dal Vangelo sopracitato, e non più dalla letteratura. Tale infatti è quanto proviene dalle “profezie di Malachia”, che avevo usato unicamente come spunto di riflessione, (senza prestarvi alcuna fede, si tranquillizzi qualche lettore) di fronte all’abbandono del soglio di Pietro da parte di Benedetto XVI, che apre scenari preoccupanti.
CONSUMATUM EST
Dove state andando, Padrone?”, gridò Sam, benché avesse finalmente capito quel che stava succedendo”
“Ai Rifugi, Sam”
“E io non posso venire”
“No, Sam. Non ancora (…). Forse verrà la tua ora. Non essere troppo triste (…)
“Ma”, disse Sam, e le lacrime incominciarono a sgorgagli dagli occhi, “credevo che anche voi voleste godervi la Contea, per anni e anni, dopo tutto quello che avete fatto”
“Anch’io lo credevo, un tempo. Ma sono stato ferito troppo profondamente, Sam. Ho tentato di salvare la Contea, ed è stata salvata, ma non per merito mio. Accade sovente così, Sam, quando le cose sono in pericolo: qualcuno deve rinunciare, perderle, affinché altri possano conservarle. Ma tu sei il mio erede: tutto ciò che ebbi e che avrei potuto avere io, lo lascio a te (…) Coraggio, ora cavalca con me”
J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli, Bompiani
L’ultimo di Malachia
In questi giorni di sgomento seguiti alla rinuncia di Benedetto XVI al Ministero Petrino (e mi piacerebbe che si usasse proprio il termine di rinuncia, non quello impiegatizio di “dimissioni” che è purtroppo più frequentemente adoperato), il pensiero mi è inevitabilmente andato alla Profezia di Malachia, uno scritto del XVI secolo rinvenuto a Venezia e attribuito all’irlandese San Malachia, arcivescovo di Armagh, primate di Irlanda. Le profezie, peraltro abbastanza note, elencano i vari papi destinati a succedersi nel corso dei secoli, arrivando all’attuale, che sarebbe – stando a questa previsione- l’ultimo.
