In Italia è arrivato con un sottotitolo in bella evidenza: “un amore immortale”. Si tratta di Mary Shelley, film della regista saudita Haifaa al-Mansour. Questo sottotitolo farebbe pensare a un film romantico, ad una storia d’amore tra adolescenti, ed in effetti il plot emozionante della storia è quello che vede una ragazza londinese diventare l’amante di un giovane scrittore ribelle e fuggire con lui. Ma ci sono alcuni dettagli molto importanti: il giovane era un certo Percy Shelley, uno dei più grandi poeti britannici di tutti i tempi, e la ragazza era la figlia del grande filosofo illuminista inglese William Godwin e della protofemminista angloirlandese Mary Wollstonecraft. Quando Shelley rimase vedovo, sposò la ragazza che divenne così Mary Shelley, un nome destinato a diventare immortale (molto più dell’amore con Percy che annegò ancor giovane al largo delle coste della Versilia) grazie al capolavoro letterario che Mary scrisse non ancora ventenne: Frankenstein. Un libro che uscì esattamente duecento anni fa, e che è sempre più attuale.
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Quando la narrativa italiana riserva belle sorprese – Un principe per Agla
Sempre più spesso chi frequenta le librerie per cercarvi un buon libro, un romanzo interessante e piacevole, e possibilmente senza sfumature di sozzure varie, sembra restare deluso, in particolare quando si tratta di narrativa contemporanea. Molti così trovano un giusto riparo tra i classici. Eppure – grazie al Cielo – esiste ancora una buona narrativa, in grado di divertire, di commuovere, di affascinare, senza alcun uso del turpiloquio, della descrizione di ginnastica erotica, di violenza. È il caso di un’autrice romana, Diletta Nicastro, che da anni sta proponendo una vera e propria saga letteraria che ha come protagonisti due fratelli: Mauro Cavalieri, ispettore dell’Unesco che nei primi volumi vediamo alle prese coi suoi primi incarichi, ed Elisabetta (detta Lisi), che con la sua spontaneità, profondo intuito e tenacia, diverrà di incarico in incarico l’insostituibile compagna d’avventure del fratello.
Vaccinazioni, il ricatto della burocrazia
Vaccini obbligatori sì, vaccini obbligatori no. Continua la “guerra santa” dei vaccini malgrado l’intenzione del governo fosse solo quella di evitare l’obbligo del certificato per agevolare le famiglie già costrette, per l’iscrizioni dei figli a scuola, a lunghe file per ottenere il documento dalle ASL.
La questione delle vaccinazioni continua ad essere al centro di scontri politici tra il nuovo Governo e le opposizioni, con qualche divergenza di azione anche all’interno della stessa maggioranza Lega-Cinque Stelle. Fin dagli esordi della nuova compagine governativa, era stato reso noto che la Legge Lorenzin che un anno fa ha reso obbligatorie dieci vaccinazioni con relativi provvedimenti coercitivi nei confronti delle famiglie, sarebbe stata sottoposta ad una revisione.
Tornare allo spirito di Don Camillo
Quello del prete sta diventando un mestiere molto difficile. Tanto più se sei un prete serio, che circola con la tonaca, o quanto meno il clergyman, e non travestito da geometra come sempre più spesso accade. Amici sacerdoti di questo tipo mi dicono di essere guardati di traverso, in tram o per strada. La gente li guarda come se fossero tutti potenziali pedofili. Questa è la situazione causata dalle pecore nere del clero come Mc Carrick, Wuerl e soci, e dai loro autorevoli garanti, e ne fanno le spese tanti sacerdoti per bene.
Nell’opera mai terminata da Tolkien il peccato che infrange l’ordine di Dio
Il 2 settembre del 1973 si spegneva a Bournemouth, sulle coste meridionali dell’Inghilterra, John Ronald Tolkien, l’autore del Signore degli Anelli. Questa ricorrenza viene celebrata con l’uscita in Gran Bretagna e negli Stati Uniti con la pubblicazione curata dal figlio Christopher di The Fall of Gondolin, una nuova versione della storia raccontata nel volume Il Silmarillion, il libro cui Tolkien lavorò per tutta la sua vita e che non riuscì a portare a termine, e che venne edito postumo.
Molta della tragica bellezza, della maestosità, della solennità contenute nei cicli del Silmarillion si era già riversata abbondantemente nella grande epica da lui da sempre sognata, Il Signore degli Anelli.
“Il Vangelo secondo me” o del coltivare la verità
Ne “Il Vangelo secondo me” non c’è il “dubbio” che piace alla cultura illuminista, ma le domande che chi cerca una risposta non può non porsi di fronte al Vangelo. Perché, dice Rino Camilleri, l’unica cosa sensata che una persona può fare è coltivare la verità, il che implica fatica, arare, seminare, irrigare, attendere, sperare, studiare tecniche e pregare.
Il Vangelo secondo me”: sembra il titolo di un convegno di qualche Conferenza Episcopale all’avanguardia, fotografia del relativismo dilagante nella Chiesa Cattolica, per cui ognuno può dare l’interpretazione che più gli aggrada alla dottrina.
American graffiti: la Chiesa yankee nella bufera
Il terremoto che sta squassando in questi giorni la Chiesa ha due epicentri: Roma e gli Stati Uniti. New York, per la precisione. Newyorkesi sono infatti il cardinale Mc Carrick, il luciferino predatore sessuale la cui scandalosa condotta e le cui potenti coperture sono all’origine dell’attuale drammatico dibattito nella Chiesa, e il cardinale Edwin O’Brien segnalato nelle dichiarazioni di monsignor Carlo Maria Viganò come uno dei principali esponenti della lobby omosessualista esistente in Vaticano.
“Contro padre Martin, per un atto di carità verso le anime”
La Nuova BQ ha intervistato Rory O’Hanlon, esponente di spicco del mondo cattolico irlandese e tra i fautori della petizione contro l’omoeretico Padre Martin. Qui spiega i perché di quella chiamata a raccolta del popolo irlandese: “Come cattolici abbiamo l’obbligo di predicare la verità, specialmente quando viene apertamente negato e contestato da persone come Padre Martin. Oltre ad essere una difesa della verità in sè, la nostra petizione è stata un tentativo di salvare le anime condotte fuori strada, e quindi un atto di carità”.
Storia d’Inghilterra
Hilaire Belloc (1870-1953) è stato uno dei più interessanti pensatori inglesi della prima metà del Novecento, autore di decine di saggi storici. Fu un eclettico, anche se la sua arte rimaneva ancorata alla solida e rigorosa preparazione che aveva ricevuto ad Oxford: fu giornalista, saggista, storico, apologeta cristiano, ma anche politico, venendo eletto due volte al Parlamento di Londra. La sua bibliografia può vantare oltre centocinquanta pubblicazioni in circa mezzo secolo di attività. L’essenza della vita e dell’attività di quest’uomo è riassunta nelle parole di un suo amico, a sua volta scrittore nonché uno dei protagonisti della rinascita cattolica inglese del Novecento, monsignor Ronald Knox: “La lotta era il suo destino, e non l’amava…” Si guadagnò il soprannome di Old Thunder, “vecchio tuono”.
MEETING DI RIMINI 2018. Quella voglia pazza di ’68
Al Meeting di Rimini di Rimini impazza il ’68. Si potrebbe dire che sia il vero protagonista della manifestazione riminese. Un protagonista all’insegna della nostalgia e dell’amarcord, come se fosse una rimpatriata tra vecchi indossatori di eskimo anziché la kermesse di quello che un tempo era considerato un movimento cattolico “integralista”. E in effetti forse è propria questa voglia di essere accettati e accreditati dal mondo che muove CL a rimpiangere i “bei tempi” delle contestazioni e delle okkupazioni. Un ’68 mitizzato e selezionato, in un Meeting assolutamente dimentico di altri avvenimenti e personaggi di quell’anno terribile, che avrebbero meritato da parte di CL un ricordo con incontri o mostre, come l’invasione sovietica della Cecoslovacchia, la strage di Città del Messico che venne testimoniata da Oriana Fallaci, la morte di Padre Pio, l’uscita dell’Enciclica Humanae Vitae e il polverone di polemiche e contestazioni da parte del progressismo teologico e la nascita del “Dissenso” all’interno dello stesso mondo cattolico. Volendo si poteva anche ricordare uno dei momenti più esaltanti del ’68 per lo sport italiano, cioè i due titoli mondiali pugilistici conquistati da Benvenuti e Mazzinghi.
